Mail Marketing, la Guida Definitiva : A/B Test, Autoresponder, Lead Generation & Nurturing e 24 tips

Mail Marketing, detto anche DEM (direct e-mail marketing), è quella parte del webmarketing che si occupa dell’invio massivo di mail a liste di contatti profilati con lo scopo di convertire.

Come funziona il Mail Marketing in breve:

  1. Acquisizione di Contatti il linea con il proprio target con Form o Landing Page;
  2. Creazione della newsletter e test a/b per aumentare l’open rate;
  3. Strategia di Lead Nurturing e percorso di valore per l’utente con autoresponder e workflow;
  4. Conversione ed analisi del Roi!

 

Se hai aperto un blog tuo o vuoi comunque fare marketing online, il primo e più importante consiglio che posso darti è:

includi fin da subito una strategia di acquisizione mail all’interno del tuo progetto!

E’ davvero troppo importante e leggendo le prossime righe probabilmente capirai il perchè.

Nel frattempo posso dirti che tutte le persone a cui ho avuto occasione di spiegar questi concetti si sono mangiate le mani per non aver iniziato prima a creare la propria lista e si.. .devo dire che ci sono passato anche io!

Quindi fai tesoro di questi consigli e scopriamo insieme perchè è così importante.

 

Pronto? Iniziamo!

 

Indice Contenuti

Perchè dovresti Includere l’ email marketing nelle tue forme di comunicazione?

Perchè è fondamentale!
Tre motivi: un altissimo ritorno di investimento (roi), la solidità di un valore che resterà tuo sempre e la misurabilità.

Andando ad analizzare i vari fattori che compongono la tua strategia ti renderai conto di quanto questi siano volatili.

Puoi avere un’ottima indicizzazione grazie ad un favoloso lavoro sulla Seo, ma gli algoritmi di Google possono cambiare o un concorrente potrebbe scalzarti.

Hai un gran numero di Fan su Facebook ma se cambiano regole, le percentuali di pubblico raggiunto dai singoli post (problema già verificatosi più volte) o se la tua pagina venisse chiusa per un errore o per contenuti ritenuti non in linea con il social network, perderesti in un attimo anni di lavoro ed investimenti.

Con l’email marketing invece, una volta generato il valore facendo crescere la tua lista contatti (profilata fin dall’inizio, mi raccomando!), qualunque cosa capiti, quei contatti restano tuoi.

 

Una volta che hai creato la tua lista profilata insomma, sei tu ad avere il controllo.

 

Riguardo il ritorno di investimento beh, qui sono i dati a parlare.
Considerato il costo per contatto raggiunto con l’email marketing, il ritorno di investimento raggiunge percentuali da capogiro. Ti faccio un esempio: il servizio di mail marketing che utilizzo (in italiano, funzioni pro e costo molto basso) costa di base 12$ al mese per un database di 1000 contatti.

Contatti che se ti hanno già lasciato la mail sono in target con il tuo prodotto, che conoscono il tuo brand e si fidano di te. Andremo dopo a spiegare come gestire questi lead tramite una tecnica che si definisce lead nurturing, ma facciamo un passo per volta.

Tornando al roi, quanto rende 1$ investito in mail marketing?
Secondo una ricerca DMA (direct marketing association) nel 2016 il ROI dell’email di marketing ha raggiunto i 35,02 dollari per dollaro speso.

 

Per fare un paragone, sui social network il Roi medio è calcolato attorno ai  13,43 dollari. A seguito nella grafica trovi anche gli altri strumenti.

(Vineet Manghani, Cognizant / http://www.smartdatacollective.com/ajay-kelkar/101431/email-marketing-isnt-dead )


Aggiungiamo ancora un elemento: sai che la quasi totalità dei visitatori che accede al tuo sito
se ne andrà senza convertire e, se già non è legata al tuo brand, senza tornare più?

Tante energie impiegate per portare traffico tra social network, seo, ottimi articoli e poi… quasi tutti via, senza convertire! Da qui la necessità di collegarsi a questi utenti per poterli convertire in seguito.

Ecco 3 statistiche per farti capire il ROI delle email:

Secondo Convince and Convert, le persone che acquistano prodotti tramite le mail spendono di media il 138% di quelli che non le ricevono;

Se non ti bastasse, secondo una statistica di QuickSprout.com:

• le email veicolano il 40% dei guadagni del sito 
• gli iscritti alla newsletter sono gli autori del 35.7% dei commenti al blog
• il 34% delle condivisioni social vengono dagli iscritti alla newsletter 

Insomma, in definitiva, gli iscritti alla tua newsletter, tramite commenti, condivisioni e clienti possono diventare i lettori più affezionati al tuo sito.

Lead Generation: come far crescere la tua lista contatti.

La prima domanda che si pone chiunque inizi questo percorso è sempre: “come posso far crescere la mia lista contatti?

E’ per questo che adesso andiamo a parlare di Lead Generation.

Che cos’è la lead generation? Letteralmente l’acquisizione-cliente, in questo caso l’insieme delle tecniche che useremo per fare in modo che i tuoi utenti scelgano di fidarsi di te e lasciarti il loro indirizzo mail.
Come vedremo più avanti, non dovrai tradire mai questa fiducia: i tuoi utenti così come te sono martoriati giorno dopo giorno da quintali di spam e se non vuoi entrare a far parte anche tu di questa schiera, c’è un’unica cosa che puoi fare: generare valore. Ma andiamo con ordine.

Come convincere i tuoi utenti a lasciarti il loro contatto mail? Usando un lead magnet.
Il lead magnet altro non è che un incentivo gratuito dato agli utenti al momento dell’iscrizione alla tua mailing list.
Come lead magnet potresti usare per esempio:

  • un coupon promozionale
  • un’offerta speciale
  • una consulenza gratuita
  • un report con informazioni davvero utili

 

la cosa più interessante è che questa tecnica mediamente raddoppia le iscrizioni alle newsletter.

 

L’importanza di differenziare.

Attenzione però: se vuoi raggiungere buoni risultati non puoi pensare di creare un unico prodotto da collocare in tutte le parti del sito.

Se vuoi ottimizzare le conversioni, devi differenziare i prodotti a seconda degli argomenti trattati. In un articolo in cui parli di “come cucinare la carne” dovrai inserire un lead magnet diverso da un articolo in cui parli di “come cuocere la pizza” perché quei visitatori sono probabilmente arrivati al tuo blog seguendo percorsi diversi, interessati ad argomenti diversi.

 

Come creare un lead magnet di base?

Creare un lead magnet può essere impegnativo, ma lo è meno di quello che credi.

Per molto tempo, l’ebook ha dominato il mondo dei lead magnet.
Ma realizzare un eBook di buona fattura porta via davvero molte risorse e tempo e questo renderebbe complicato diversificare i contenuti. Non solo: leggere un libro è un impegno, un vero e proprio investimento in termini di tempo e fatica, quindi ci deve essere da parte dell’utente molta motivazione per completarlo.

Una soluzione molto più snella ed egualmente efficace è quella di realizzare guide, how to e report di poche pagine dense di contenuto.

Insomma, minima spesa, massima resa: sia per te che per i tuoi utenti.

 

Dove inserire i form di opt-in ?

Per poter acquisire questi contatti hai bisogno di un form di optin, che però non sempre viene fornito dal servizio di mail marketing che decidi di utilizzare. GetResponse, il servizio che utilizzo per me ed i miei clienti ha una lista di template molto fornita che ti consente di inserire uno o più moduli all’interno di articoli e blog in pochi minuti.

Se usi già un altro software che non ti fornisce quest’integrazione, ti consiglio fortemente di dare un’occhiata a Optinform: è l’unico che con un unico acquisto “una tantum” ti garantisce centinaia di ottimi form libero da costi mensili.

 

Come deve essere costituito un optin-form efficace?

Deve avere pochi campi da inserire ed essere snello, veloce e piacevole da vedere.

Il più classico è formato da:

 

  • testo e promessa del lead magnet
  • Campo Nome
  • Campo email
  • Call to action button

Questa è la struttura di base. È altamente sconsigliato riempire di campi questo form, in quanto maggiore sarà la quantità di informazioni che l’utente dovrà sforzarsi di riempire, minori saranno percentualmente le conversioni.

Potrai sempre andare a targetizzare in modo più approfondito la tua utenza durante la strategia di lead nurturing, ma di questo ne parliamo più avanti.

Per ora, ti basti sapere che tutto quello che stiamo affrontando lo stiamo facendo per un unico obiettivo: aumentare al massimo le conversioni!

 

Ed è proprio per questo che andiamo a parlare tra poche righe di un altro degli strumenti fondamentali in questa strategia: le landing page.

 

Che cosa sono e come funzionano le landing page.

La landing page, letteralmente “pagine di atterraggio” sono delle pagine super-ottimizzate con un unico obiettivo: la conversione.

Che sia questa conversione l’optin della mail in un form piuttosto che la vendita di un prodotto poco cambia.

Noi ovviamente, ragioniamo per comodità su una landing ottimizzata per la raccolta contatti e sviluppo newsletter.

perfect-landing-page-design

Devi immaginare che questa pagina sia il punto di arrivo della tua strategia di marketing, perchè è qui che il cliente arriverà e dovrà compiere un azione.

Correlate all’email marketing potresti sfruttare le landing page in due modi:

 

  • la landing può essere il punto di arrivo di una campagna in corso, per esempio da Google Adwords o Facebook Ads ed avere come scopo la raccolta dati cliente, che poi verranno seguiti in un percorso di lead nurturing fino alla conversione finale

 

  • la landing può essere il punto di atterraggio di una tua campagna mail, dopo che hai nutrito il contatto e desideri farlo convertire (nell’acquisto di un prodotto o in un’azione tuo obiettivo)

 

Come Creare delle Landing Page efficaci ad alto tasso di conversione

Come dicevamo, l’unico vero scopo delle landing page è convertire. Per questo, il percorso interno alla pagina deve essere chiaro, lineare e con una call to action ben evidente.

Qualunque sia la campagna per la quale viene progettata uno dei fattori fondamentali è che esista una forte coerenza tra il messaggio pubblicitario che ha spinto l’utente sulla landing e la pagina stessa: coerenza grafica, di copywriting, di comunicazione.
Il visitatore deve capire immediatamente di essere nel posto giusto.

Solo in questo modo la tua strategia sarà davvero efficace.

All’interno della landing infatti creerai un percorso contenente tutte le informazioni necessarie affinchè l’utente sia spinto a convertire, togliendo qualunque distrazione: nessun menù, nessun banner, nessun percorso alternativo.

L’unico percorso possibile è quello che porta alla call to action e, di conseguenza, alla conversione

 

Misurabilità delle Landing Page:

Come aumentare roi e conversioni: realizzare gli Split Test A/B sulle tue Landing Page

Uno dei mantra che devi seguire quando ti occupi di marketing online è testare, testare, testare. Tatuatelo sull’avambraccio, riempiti di post-it il monitor del Mac o segnatelo su Wunderlist, fai in modo di ricordarlo.

Il tuo pubblico reagirà diversamente a minime differenze all’interno sia delle tue pagine che delle tue mail.
Ad esempio, cambiare il colore del pulsante di una call to action può modificare in modo significativo la percentuale di conversione della pagina. Allo stesso modo, l’utilizzo di una frase piuttosto che un’altra puà fare enormi differenze.

Ti racconto un aneddoto che lascia a bocca aperta i miei clienti quando glielo racconto e che troverai davvero interessante anche tu, che riguarda la campagna presidenziale di Obama.

 

Prima però, ti chiedo un piccolo favore: scrivere questa guida mi ha portato via davvero tante tante ore di lavoro. Se la trovi davvero interessante, fammi felice regalandomi un like su queste mie pagine. In un secondo, mi regalerai un sorriso e resterai aggiornato sulle migliorie che apporterò all’articolo!

 

 

 

Fatto? Grazieeeeeeee 🙂 🙂 🙂

Torniamo alla campagna di Obama 2008.
L’ufficio che si è occupato della sua campagna può vantare un risultato davvero incredibile, che da marketer mi fa emozionare e sognare ad occhi aperti.

 

Infatti, grazie all’A/B Test più fruttuoso di sempre, hanno raccolto 60 milioni di dollari in più riuscendo ad aumentare la conversione media da 30$ a 50$.

Capisci? Variando alcune frasi, colori delle cta e gli oggetti delle mail sono riusciti a raddoppiare il valore dei lead,  non poco nella campagna presidenziale!

 

Incredibile il potere dell’A/B Testing, non credi? 🙂

 

Anche per questo, ti proporrò a seguito degli strumenti che ti consentano di metterlo in pratica.

 

L’importanza del Responsive: la versione mobile

In un mondo sempre più mobile, che la landing page si adatti automaticamente a tutti i tipi di dispositivi è essenziale: che acceda da smartphone, computer o tablet, l’esperienza dell’utente deve essere impeccabile.

 

Riuscire in tutto quello che ti ho raccontato fino ad ora ed aggiungere pure quest’ultimo ostacolo, potrebbe essere complicato, sopratutto se non hai conoscenze tecniche approfondite.


Per fortuna però, esistono strumenti fantastici che ti permettono di raggiungere risultati professionali senza dover toccare una riga di codice.

 

Emozionato? Scopriamoli insieme!

 

Con quali strumenti puoi creare e gestire landing page professionali anche senza saper programmare?

 

1. GetResponse

Si, ne abbiamo già parlato prima quando parlavamo dei servizi di newslettering. Questo perchè GetResponse è uno dei servizi di online marketing più completo in assoluto e include al suo interno invio mail marketing, autoresponder semplici, webinair e la generazione di landing page con un semplice drag&drop, senza conoscere codice e senza spese aggiuntive. Il tutto, tradotto in italiano.

E’ lo strumento che ti consiglio perchè, per primo, lo utilizzo con grande soddisfazione.

Una piccola chicca: una volta iscritto, accederai gratuitamente al loro corso di email marketing, articolato in lezioni che giorno per giorno ti faranno diventare un mail marketing hero.

Insomma, se devi iniziare, parti da qui!


Gli strumenti che ti presento di seguito invece sono quelli che ti consiglio nel caso tu stia già lavorando con un sistema di mailing list aziendale o con un altro servizio che non hai possibilità di variare e che non ti da accesso alla creazione di landing page.


2. LeadPage

Leadpage è un altro dei miei strumenti preferiti, estremamente semplice nella costruzione delle pagine (grazie anche in questo caso, al meccanismo drag&drop) e con una particolarità molto gradita dai marketer: puoi mettere l’enorme numero di template gratuiti disponibili in ordine di successo di conversione medio, mettendo subito le mani sulle pagine risultate più efficaci sulla piattaforma.

 

E ripensando alla campagna di Obama di cui parlavamo prima, non ti sembra grandioso?! 🙂

 

Se il tuo strumento di mail marketing non include la generazione di landing, LeadPage è la soluzione migliore che tu possa scegliere ora!

 

3. Instapage

Instapage è un altro dei big competitor di questo settore, e sicuramente uno dei principali player.
Sceglilo sempre per l’immensa facilità di utilizzo e per l’alta qualità del risultato finale, se dopo aver dato un’occhiata a LeadPage vuoi qualcosa di alternativo.

 

Bene, arrivati a questo punto, dovresti aver iniziato a vedere come tutti i pezzi del puzzle stanno andando al loro posto e come la tua strategia di marketing online sta probabilmente prendendo forma nella tua testa.

Una raccomandazione: studiare tanto senza mettere in pratica le cose non serve.

 

 

Inizia il più presto possibile!

Questo te lo dico perchè mi sono accorto che io spiego a molti clienti le strategie migliori per poter avere successo: come creare un blog, come portarlo al successo, come aumentare tassi di conversione, migliorare la seo, ma poi… le persone spesso non lo mettono in pratica! Non lo fanno! (citando il buon Monty!)

Sii migliore ed inizia a lavorare da oggi sulla tua strategia: se fai tutto con criterio, i risultati arriveranno in fretta.

 

Devo ricordarti cosa abbiamo detto all’inizio di quest’articolo? 🙂

“includi fin da subito una strategia di acquisizione mail all’interno del tuo progetto!”

Tutti coloro che non l’hanno fatto prima, se ne sono pentiti scoprendone il potenziale.

 

Questo anche perchè il tempo non è un nemico, ma un tuo alleato: più ne hai a disposizione davanti, maggiori saranno i numeri che potrai raggiungere.

Ritardare queste implementazioni rallenterà indelebilmente il tuo percorso.

 

Ma riepiloghiamo! A questo punto, sai quali strumenti usare per costruire un form di acquisizione contatti, come strutturarlo, come utilizzare una landing page sia per fare lead generation che come atterraggio e conversione e che se vuoi aumentare migliorare esponenzialmente i tuoi risultati, gli a/b test sono la strada da seguire. Molto bene.

Ed ora che hai acquisito i contatti…è il momento del lead nurturing! 🙂

 

Che cos’è e come fare Lead Nurturing: nutrire il contatto per portarlo alla conversione

 

Ed ora che hai raccolto centinaia anzi, migliaia di indirizzi mail, non penserai mica di sfruttarli per inviare bieche e-mail pubblicitarie, spam, o il link nudo ai tuoi articoli, VERO!?

 

Se lo hai anche solo pensato, è meglio che continui la lettura: ti darò tanti buoni motivi per non farlo.

 

Mettiamoci nella testa dell’utente che è appena arrivato alla conversione in opt-in: lo hai interessato con i tuoi articoli, hai guadagnato la sua fiducia, lo hai convinto a scaricare il tuo contenuto speciale e lui ha deciso di donarti uno dei suoi beni digitali più importanti: il suo indirizzo mail.

 

Si, proprio quello che viene preso di mira da decine di spammer ogni giorno. Quindi se ha deciso di lasciarti il suo contatto, crede fermamente che tu possa dare valore.

E’ il momento di convincerlo che ha ragione! 🙂

 

Da questo momento entrano in gioco gli Autoresponder.

Ma cos’è un autoresponder? E’ un’automazione nel percorso di invio delle mail al tuo utente che sfrutterai per creargli valore.
Non spaventarti: se utilizzi GetResponse sono già inclusi nel tuo piano base, mentre se utilizzi un altro servizio puoi sicuramente implementarli nel tuo piano con una piccola fee in più.

Quello che devi fare adesso è creare un percorso di valore per il tuo utente, inviandogli contenuti unici, in target con i suoi interessi: post destinati solo agli iscritti alla newsletter, storie interessanti in merito, suggerimenti, novità.

Quello che conta, torno a ripetertelo, è generare valore.

Riprendo un esempio che abbiamo fatto prima: cosa ci può essere di più interessante per chi si iscrive ad un servizio di invio email marketing come GetResponse, di un Corso Gratuito sul Mail Marketing come quello che hanno scelto di creare loro?

Un esempio perfetto di un valore perfettamente in target con i propri utenti.

 

Immagina quanto possano essere elevati i tassi di apertura delle mail in un caso come questo: il sogno di ogni responsabile marketing! 🙂

 

Ed allora Fabio? Cosa ci guadagno in tutto questo sbattimento?

 

Moltissimo! Intanto, un enorme trust, che al tuo personal branding non può che fare benissimo.
Ma non si vive di sola fama, sono d’accordo con te.

Per questo, all’interno del percorso che hai creato per il tuo utente puoi e devi inserire punti di conversione, e ci mancherebbe altro!

Solo, fai in modo che anche in questo caso per il tuo utente anche questo possa rappresentare un plus.

 

Se sei una pizzeria per esempio, puoi certamente inserire un coupon, un buono sconto o quant’altro.

 

Se ti occupi di business, offri ad esempio il videocorso che hai realizzato in target con il tuo utente

 

…e così via.

 

Devi quindi sforzarti di creare un percorso virtuoso, in cui la conversione del tuo utente sia una conseguenza dei suoi desideri

 

Questo ti permetterà di alzare in modo sostanziale i tassi di apertura delle tue mail, fattore fondamentale affinchè le tue liste siano profittevoli.

 

Tasso di apertura mail fabio? Ma non ne abbiamo ancora parlato!

Non preoccuparti, adesso ti spiego tutto nei dettagli. Nel frattempo se non lo hai già fatto, sai come farmi felice… con un like!

 

Che cos’è il Tasso di Apertura delle Mail e come migliorarlo.

Come probabilmente immaginerai, non tutte le mail vengono aperte. Si certo lo so, non ho scoperto l’acqua calda, ma credimi se ti dico che è uno dei punti focali su cui ci concentreremo.

Perchè la tua mail venga letta infatti, deve superare un sacco di peripezie: filtri antispam, la tab “Promozioni” di Gmail, la concorrenza, le fosse coi liquami tossici, il ponte levatoio ed i coccodrilli.

L’open rate delle tue mail verrà direttamente influenzato da:

  • trust tuo personale e personal branding, ovvero la tua credibilità;
  • un percorso di valore;
  • la coerenza e la targettizzazione delle tue liste
  • l’oggetto delle tue mail
  • test a/b

Di alcuni di questi fattori, abbiamo parlato nelle righe sopra ma ce ne è uno fondamentale che non abbiamo ancora avuto occasione di trattare: l’oggetto delle tue mail.

Come l’oggetto delle tue mail può migliorare drasticamente l’open rate delle tue newsletter

Segmenta la tua lista in più parti ed invia mail con differenti oggetti ai vari segmenti: la differenza può essere totale (un’altra frase), grafica (l’aggiunta di un icona) o magari anche solo un maiuscolo/minuscolo in più: vedrai tu stesso come queste piccole modifiche vanno a cambiare drasticamente i risultati.

Una volta che ti ritieni soddisfatto, metti assieme i pezzi e spedisci la miglior newsletter che il tuo utente abbia mai ricevuto!:)

 

Inserisci il nome del tuo Utente nell’oggetto per aumentare le aperture.

 

Ci avrai fatto caso: quando nell’oggetto della mail trovi il tuo nome, sei più spinto a cliccarlo. Questo perché se chi ti ha spedito la mail sa il tuo nome, probabilmente tra voi esiste già una connessione: magari hai anche solo scaricato un lead magnet, ma questa piccola accortezza può significare tanto.

Di solito i software usano il campo <name>, sostituendo automaticamente il nome associato all’indirizzo in fase di invio.

 

Evita i filtri spam.

Se riempi i tuoi oggetti di termini mirabolanti tipo “Offertissima”, “gratis”, “viagra gratis” e quanto la tua creatività da spammer possa fornirti, accenderai le sirene dei filtri antispam che faranno di tutto per stenderti con un colpo di karate.

Si un po’ più sobrio, diamine.

 

….

Corso E-mail Marketing Gratuito

Ti segnalo a questo proposito anche un interessante passaggio del corso di GetResponse, che in una delle puntate del corso gratuito parla proprio di quest’elemento. Se avete occasione di seguirlo poneteci particolare attenzione, perchè è sviluppato molto molto bene.

 

 

Test A/B per aumentare l’Open Rate

Lo abbiamo già visto riguardo le landing page: i test a/b sono uno strumento straordinario per migliorare le percentuali di conversione, e ti posso assicurare che lo stesso vale per i tassi di apertura delle tue liste.

Nelle righe sopra hai potuto apprezzare come utilizzare un oggetto piuttosto che un’altro possa variare di netto il successo di una campagna, ma per ottimizzare l’unica strada valida è la sperimentare, sperimentare, sperimentare!

 

Studia con dedizione a quali orari di invio le tue mailing list performano meglio!

Un altro dei fattori che influisce notevolmente (e non potrebbe essere altrimenti) nella crescita o diminuizione dell’open rate è l’orario di consegna della mail.

Esistono giorni in cui le mailing list performano meglio ed altre in cui lo fanno peggio, e sotto ti do un indicazione di massima ma… non darmi retta, capito?! 🙂 intendo dirti che quelle che ti segnalo valgono come macro-regole generali, ma potrebbero non essere valide per la tua nicchia.

Probabilmente, se sei un ristorante e stai inviando un’email in cui promuovi la mangialonga della prossima domenica, farlo il lunedì mattina non è una buona idea; di contro, un reminder al sabato *potrebbe* realizzare una buona percentuale di aperture, nonostante il weekend venga generalmente considerano come uno spauracchio delle mailing list.

Ti dò un input in più: potresti anche cercare di capire quando i tuoi utenti tendono ad essere maggiormente online sfruttando le metriche che ti mette a disposizione Facebook nei suoi insight (dove trovi gli analitycs della tua Pagina).

 

In media, comunque:

  • Lunedì : tonnellate di spam arrivato nel weekend da smaltire, palpebra pesante e depressione da ufficio. Sicuro di volerlo fare oggi?
  • Martedì, Mercoledì e Giovedì sono ottime giornate, soprattutto martedì e giovedì. Diversi case study ne confermano la bontà. Ma non la mattina troppo presto, in quel caso le performance si abbassano notevolmente, e meno aperture, lo sai, significa meno denaro! L’orario ottimale in questo caso si colloca attorno alle 10/1030  e nel pomeriggio alle 15:30/16:00.
  • Venerdì sabato e Domenica: se ne dice male male, ma la vostra nicchia potrebbe giovarne: se tutti ne parlano male, magari non esiste concorrenza no?

 

Insomma, con questo discorso quello che voglio farti capire è che non esiste una formula magica, devi ragionare sui tuoi utenti e fare tanti test per raggiungere la soluzione migliore.

 

Esiste un’alternativa però: GetResponse per esempio include un pulsante di “Ottimizzazione invio”: in questo caso, un algoritmo intreccia i dati a disposizione dalla piattaforma con i tassi di apertura della tua lista, andando a controllare quali utenti hanno aperto la tua mail, a che ora l’hanno fatto e la presenza di eventuali comportamenti ripetitivi. Così facendo, calcola il momento migliore per massimizzare le performance della tua lista.

 

Questa, sopratutto se sei alle prime armi, potrebbe essere la strategia migliore!

 

Migliorare i tassi di apertura della singola campagna…con il reinvio programmato!

 

Come avrai capito, siamo in guerra.

Ed in guerra, ogni proiettile potrebbe farti vincere la battaglia.

 

Per questo, nei tuoi occhioni da Marketer quando guardi i dati di open rate della tua lista, dovresti notare una cosa importante: per un 40% di utenti che hanno aperto la tua ultima mail, ce ne è un 60% che non lo ha fatto!

Possono esserci mille motivi diversi: non la ha vista, non si è connesso, l’oggetto non lo ha interessato. Ma è una potenza di fuoco che è un peccato vada sprecata.

 

E quindi Fabio… cosa devo fare?

 

Reinviagli la mail no?!:) lascia passare qualche giorno e fai il reinvio del tuo messaggio modificandone magari l’oggetto o spedendo il messaggio ad un orario diverso: guadagnerai diversi punti percentuali di apertura, che potranno davvero fare la differenza.

 

Anche questa è una funzione integrata su GetResponse e su altri vari software, quindi… sfruttala!

 

Ma non è stalking?

 

Eh dai, un po’ si, ma basta farlo con criterio per vivere serenamente. 🙂

 

—————

 

Se sei arrivato fino a qui potresti iniziare a sentirr fumare il cervello, stai acquisendo davvero tanti concetti e competenze per un solo articolo! Per questo motivo, probabilmente potresti sentire la necessità di un riepilogo.
Ho fatto di più: ho realizzato una checklist stampabile in pdf con tutti i punti fondamentali per realizzare campagne mailing marketing straordinare!

 

La trovi come lead magnet inserendo la tua mail qui! 🙂

 

Cos’altro puoi fare con i contatti che hai acquisito? Il Remarketing!

Andiamo fuori tema ma solo perché ne vale davvero la pena:

 

Sai cos’altro puoi fare con i dati che hai acquisito fino ad ora? Una campagna di remarketing su Facebook!

 

Ahia, hai un’espressione a punto interrogativo simile a quella del mio gatto quando gli parlo di seth godin. Tranquillo, è figo e semplice.

 

In pratica puoi creare una campagna su Facebook che raggiunga solo coloro che si sono iscritti ad una delle tue campagne: toccherai quindi, con un budget assolutamente basso, contatti che sono già venuti a contatto con il tuo brand o personal brand e che hanno fiducia in te.

 

Quali altri strumento di marketing può garantirti così tanti vantaggi?

 

Riepiloghiamo perché dovresti iniziare oggi a costruire la tua lista:

 

  • costo/contatto bassissimo
  • enorme ritorno di investimento rispetto ogni altra forma di marketing
  • targettizzazione estrema
  • Un valore che resta sempre tuo qualunque cosa succeda
  • accresce esponenzialmente la percezione del tuo brand
  • È versatile, immediato e, capiti i concetti di base, semplice!

 

Sei arrivato alla fine di questa lunghissima guida, complimenti! Se hai letto fino a qui probabilmente sei davvero sulla buona strada ed hai capito quanto queste strategie possono migliorarti la vita, personale e professionale.

 

Ma ti ricordo che imparati questi concetti è bene metterli in pratica fin da subito!

Testa, divertiti e goditi risultati straordinari.

 

Tii riepilogo a seguito gli strumenti di cui abbiamo parlato in questa guida:

 

  • GetResponse
  • Lead Pages
  • Instapage
  • Optin-form

 

Se vuoi, puoi inserire questo articolo tra i preferiti, in modo da poterlo utilizzare come un vero e proprio manuale durante le tue prime campagne: abbiamo parlato davvero di tante cose e potrebbe esserti utile.

 

Spero che la guida ti sia piaciuta e che se non lo hai già fatto tu possa scegliere di seguirmi.

 

Se hai dubbi, curiosità o domande scrivimi nei commenti: sarà occasione per entrambi di crescita!:)

 

E tu…stai iniziando il tuo percorso nell’email marketing?:)

About fabiobarisone

Amo, vivo e respiro marketing. Uso creatività e marketing per rendere i tuoi progetti straordinari. Adoro viaggiare, conoscere persone nuove e crescere. Ti è piaciuto questo post? Se vuoi fare la differenza e migliorare ancora la qualità del blog, prendi in considerazione l'idea di regalarmi un libro ;-)

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